domenica 31 gennaio 2010

Isola si, isola no

Eccoci qui finalmente, un saluto a quanti leggeranno le parole di questo primo articolo di ZeroNoveSeiUno, il blog dedicato alla città di Catanzaro.

Il primo post non poteva non essere dedicato ad un argomento che è ormai da tempo al centro di un aspro dibattito riguardo alla soluzione adottata dall'attuale amministrazione di Palazzo De Nobili riguardo all'annoso problema della viabilità cittadina.

Sto parlando della tanto vituperata isola pedonale (su Corso Mazzini).

Anni di lotte, scontri verbali, cambi del senso di marcia, chiusure e riaperture, modifiche, lavori su lavori, migliaia di euro spesi, asfalti e sampietrini... insomma gestire il tratto di strada che collega Piazza Matteotti a Piazza S. Caterina è sempre stato un gran problema (già perché il tratto che da Piazza S. Caterina porta a Discesa Porta Marina sembra essersi definitivamente stabilizzato).

Parliamoci chiaramente, l'unico e solo problema della città non è altro che lo scellerato inurbamento avvenuto, dalla sua fondazione fino ai giorni nostri, solo ed esclusivamente sui tre colli su cui essa sorge. Mi spiego meglio: tutti sappiamo che la costruzione dei centri abitati nel periodo medievale, e anche prima, avveniva esclusivamente lungo corsi d'acqua, che favorivano gli scambi commerciali, o su alture per godere di una posizione che agevolasse la difesa in caso di attacchi dall'esterno. Esistono dunque centinaia di città nel nostro paese costruite in zone poco accessibili, tuttavia, queste stesse città, hanno col tempo sviluppato una periferia in zone pianeggianti dove è stato possibile creare zone industriali, residenziali, commerciali, decentrare uffici pubblici e aziende di servizi, insomma creare una zona vivibile migliorando e valorizzando, al contempo, i centri storici per lo sfruttamento dell'economia turistica.

Catanzaro, invece, ha seguito un percorso del tutto atipico, polarizzando tutto il possibile nel centro cittadino che è andato sempre più congestionandosi, col risultato, sotto gli occhi di tutti, che nelle ore di punta entrare o uscire dalla città diventa un'impresa titanica.

Per risolvere l'annoso problema del traffico, quindi, nel corso degli anni decine di provvedimenti sono stati adottati, aventi tutti come punto cruciale la principale arteria cittadina, la quale ha subito numerose variazioni fino a raggiungere l'aspetto attuale di isola pedonale aperta al transito dei soli mezzi pubblici e delle forze dell'ordine.

Sia chiaro che, a mio modo di vedere, riservare l'intera area ai soli pedoni non è poi un'idea malvagia, poiché costringerebbe i commercianti a cambiare, finalmente, le loro strategie di vendita – trasformandoli da soggetti passivi in attori principali – e i cittadini a muovere le gambe e magari scoprire la bellezza di una passeggiata in centro.

Purtroppo Catanzaro è strutturalmente inadeguata a supportare l'isola pedonale, e molti provvedimenti che dovrebbero precedere e preparare il terreno ad un intervento che vieti al traffico una zona così importante, sono stati totalmente ignorati: non ci sono parcheggi sufficienti ad accogliere le auto che ogni giorno brulicano in città come in un immenso formicaio, i trasporti pubblici sono del tutto inadeguati (e qui tocchiamo un altro tasto dolente del capoluogo e, a dir la verità, è un cane che si morde la coda: il servizio è scarso e quindi non ci sono utenti, o per mancanza di utenti il servizio non viene migliorato?), non sono presenti vie alternative degne di tale nome – per spostarsi in centro si attraversano le anguste via De Grazia e via XX settembre – e potremmo continuare con mille altri difetti, strutturali e non, dovuti alla avversa morfologia cittadina ma anche alla noncuranza delle amministrazioni susseguitesi nei decenni passati.

Appare, dunque, ovvio come gli interventi da fare per migliorare la viabilità vanno ben oltre i cambi di sensi di marcia, l'istituzione di aree pedonali, la modifica delle condizioni di parcheggio e quant'altro di superficiale viene fatto.

Io comunque, continuo a sperare... e voi?

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