Che la nostra sia una terra piena di problemi non è certo una novità.
Che tali problemi siano atavici, a dir poco ancestrali, è altrettanto noto.
Che i principali strumenti atti alla loro risoluzione siano in mano ai politici è, infine, lapalissiano.
E allora perché Catanzaro (e la Calabria tutta) è ancora alla ricerca di provvedimenti che arginino la disoccupazione, riducano l'inquinamento, rianimino l'economia, blocchino la criminalità, insomma, che migliorino la qualità della vita?
Il luogo perfetto in cui vivere non esiste, dirà qualcuno giustamente. Ma neanche un'eternità trascorsa ad “arrancare”, risponderò io.
E così mi sono sempre chiesto se la radice di tutti i mali non risiedesse in quella scarsità di risorse troppo spesso addotta dagli analisti nostrani a causa scatenante del nostro stentato incedere nell'economia globale. Ho osservato a lungo la mia terra, ho letto le parole di chi la racconta, ho ascoltato gli allarmi di chi se ne preoccupa e... ho riso dell'operato di chi dovrebbe governarla.
Come già affermato, è la classe politica a detenere il potere necessario a risollevare le sorti di un popolo; il tutto sta nell'adoperarlo al meglio.
Gli errori certo sono umani, ma quello che ho potuto notare leggendo i comunicati stampa e le note inviate a profusione dai nostri amministratori locali non è una cattiva gestione della cosa pubblica, bensì una mancata gestione.
Questo caratterizza i nostri politici, i politici dell'ovvio.
Ogni emergenza, situazione critica, grave dilemma, piccolo o grande disservizio per i politici dell'ovvio non è altro che l'occasione giusta per mettersi sotto i riflettori e lanciare il loro grido in soccorso della popolazione. Grido che non è fatto di proposte, idee, soluzioni ma semplicemente di tanti “si deve agire”, “occorre adoperarsi”, “bisogna intervenire”, “è necessaria una risoluzione”, insomma, chi dovrebbe dare risposte ai cittadini, non fa altro che aspettare a sua volta un aiuto da qualcuno ancora più in alto.
Che sindaci, assessori e consiglieri vari siano tutti ferventi religiosi?
Che ripongano fede nel destino?
Di certo c'è che la fede in loro non è mai stata così bassa.
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