mercoledì 23 marzo 2011

Quei baci al parco

Tra gli investimenti effettuati negli ultimi anni dalla Provincia di Catanzaro, particolare rilevanza hanno quelli destinati alla cultura. Il MUSMI e il MARCA ne sono un esempio, e proprio connessa a quest'ultimo è una prassi che si sta consolidando e che sta portando la città ad arricchire maggiormente uno dei gioielli di cui si fregia. Sto parlando del Parco della Biodiversità che, da semplice area verde, si è via via trasformato in un vero e proprio museo a cielo aperto.
Molti degli artisti che hanno esposto le loro opere nei musei provinciali hanno, infatti, donato alcune realizzazioni alla nostra città, che le ha sistemate all'interno del parco.

A gratificare i mecenati nostrani, che tanto vanno fieri del loro operato, ci ha pensato anche Dennis Oppenheim, artista statunitense recentemente scomparso, che ha omaggiato Catanzaro con due “Electric Kisses”. Proprio questi ultimi sono protagonisti di una singolare decisione presa dai responsabili del parco cittadino.
Come è possibile vedere dalla foto a lato, la descrizione delle due opere recita: “l'artista americano ha creato due strutture abitabili che richiedono la presenza complice del visitatore, esso stesso protagonista dell'opera”. Dunque, la possibilità di entrare nei due baci elettrici è dovuta ad una precisa scelta dell'autore delle opere che, per essere valutate dal visitatore, devono essere vissute. Guardando la foto principale dell'articolo, invece, potete vedere l'ingresso delle opere bloccato da siepi volontariamente posizionate in quel punto per impedire l'accesso (in basso un ingrandimento del cartello recante il divieto). Purtroppo si tratta di una soluzione estrema, adottata per impedire il danneggiamento delle opere, già macchiate al loro interno da graffiti e frasi amorose scritte da qualche ragazzino.
E allora io chiedo: è così difficile insegnare ai giovani il rispetto per gli altri, che passa anche per il rispetto delle “cose di tutti”? Quella adottata era l'unica soluzione possibile?

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