È andata. L'obiettivo più importante è stato centrato. Quel quorum che non si raggiungeva dal 1995 è arrivato facendo esplodere la gioia di chi, in questi mesi, ha lavorato per risvegliare l'anima sopita di questo paese.
Poche ore dopo la chiusura dei seggi, ma con i dati definitivi del Ministero dell'Interno riguardo l'affluenza, vorrei fare una piccola analisi proprio riguardo la percentuale di partecipazione al voto degli italiani.
Il dato più evidente è che la percentuale di votanti scende percorrendo lo stivale da nord a sud: è vero che tutte le regioni hanno raggiunto il quorum, ma è vero anche che Puglia, Basilicata, Campania, Sicilia e, soprattutto, Calabria, si trovano al di sotto della media settentrionale e in modo molto marcato.
La regione dei Bronzi che fanno “pari e dispari”, in particolare, ha registrato l'affluenza più bassa d'Italia. Un misero 50,36% (unica sotto al 51%) che indica cosa?
Una scarsa attenzione alla politica?
Una voluta (?) astensione?
Una diffusa ignoranza?
Scegliete voi la risposta che preferite. Io, intanto, faccio un piccolo passo in più.
In tutta Italia solo 8 province non hanno raggiunto il quorum: Sondrio (48,65), Foggia (49,28), Caltanissetta (49,93), Catania (49,88), Trapani (48,66) e tre calabresi.
Il quorum in Calabria è merito, quindi, di due province (Catanzaro e Cosenza) su cinque; Reggio Calabria si è fermata al 49,33%, Vibo Valentia al 46,69% e infine abbiamo Crotone con la percentuale più bassa d'Italia: 45,11%!
E, ovviamente, in terra pitagorica troviamo il comune con i seggi meno affollati della nazione (fatta eccezione per Peschici – FG – capace di un risultato ancora peggiore): Isola di Capo Rizzuto segna un vergognoso 27,53%.
Proprio Isola che ospita quello che, fino a poco tempo fa, era il più grande parco eolico d'Europa, ha stabilito questo record negativo. Agli occhi di un estraneo i due fatti potrebbero apparire incongruenti. In un mondo “normale” ci si chiederebbe come può una terra produttrice di energia pulita non pronunciarsi sul nucleare?
Ma questa non è una terra come le altre.
Qui le regole del gioco sono diverse.
La logica c'è, ma non è quella comune.
Le vicende del parco eolico sono note a tutti. Gli interessi della ndrangheta sul business dell'energia pulita sono palesi, così come quelli nelle altre lucrose attività in campo ambientale.
Anche il nucleare è un affare da milioni, anzi, da miliardi di euro. E allora, forse, una logica c'è. Non sarà quella dei partiti, né quella dei cittadini. Non è certo quella del bene comune ma, a quanto pare, è quella predominante.
Fortunatamente il resto degli italiani ha fatto il proprio dovere scongiurando un futuro radioattivo ad uno stato che, prima di qualunque altro obiettivo, dovrà imporre il valore della legalità in ogni centimetro quadrato del suo territorio.
Poche ore dopo la chiusura dei seggi, ma con i dati definitivi del Ministero dell'Interno riguardo l'affluenza, vorrei fare una piccola analisi proprio riguardo la percentuale di partecipazione al voto degli italiani.
Il dato più evidente è che la percentuale di votanti scende percorrendo lo stivale da nord a sud: è vero che tutte le regioni hanno raggiunto il quorum, ma è vero anche che Puglia, Basilicata, Campania, Sicilia e, soprattutto, Calabria, si trovano al di sotto della media settentrionale e in modo molto marcato.
La regione dei Bronzi che fanno “pari e dispari”, in particolare, ha registrato l'affluenza più bassa d'Italia. Un misero 50,36% (unica sotto al 51%) che indica cosa?
Una scarsa attenzione alla politica?
Una voluta (?) astensione?
Una diffusa ignoranza?
Scegliete voi la risposta che preferite. Io, intanto, faccio un piccolo passo in più.
In tutta Italia solo 8 province non hanno raggiunto il quorum: Sondrio (48,65), Foggia (49,28), Caltanissetta (49,93), Catania (49,88), Trapani (48,66) e tre calabresi.
Il quorum in Calabria è merito, quindi, di due province (Catanzaro e Cosenza) su cinque; Reggio Calabria si è fermata al 49,33%, Vibo Valentia al 46,69% e infine abbiamo Crotone con la percentuale più bassa d'Italia: 45,11%!
E, ovviamente, in terra pitagorica troviamo il comune con i seggi meno affollati della nazione (fatta eccezione per Peschici – FG – capace di un risultato ancora peggiore): Isola di Capo Rizzuto segna un vergognoso 27,53%.
Proprio Isola che ospita quello che, fino a poco tempo fa, era il più grande parco eolico d'Europa, ha stabilito questo record negativo. Agli occhi di un estraneo i due fatti potrebbero apparire incongruenti. In un mondo “normale” ci si chiederebbe come può una terra produttrice di energia pulita non pronunciarsi sul nucleare?
Ma questa non è una terra come le altre.
Qui le regole del gioco sono diverse.
La logica c'è, ma non è quella comune.
Le vicende del parco eolico sono note a tutti. Gli interessi della ndrangheta sul business dell'energia pulita sono palesi, così come quelli nelle altre lucrose attività in campo ambientale.
Anche il nucleare è un affare da milioni, anzi, da miliardi di euro. E allora, forse, una logica c'è. Non sarà quella dei partiti, né quella dei cittadini. Non è certo quella del bene comune ma, a quanto pare, è quella predominante.
Fortunatamente il resto degli italiani ha fatto il proprio dovere scongiurando un futuro radioattivo ad uno stato che, prima di qualunque altro obiettivo, dovrà imporre il valore della legalità in ogni centimetro quadrato del suo territorio.
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