Quando, appena dieci giorni fa, la città si è espressa a favore di Michele Traversa nelle elezioni amministrative, sapevamo benissimo che, prima o poi, il nostro si sarebbe trovato di fronte ad un conflitto di interessi tra la carica di Sindaco e quella di Deputato. Ciò che non avremmo mai immaginato, è che tutto questo sarebbe avvenuto così presto.
Poche ore fa il Governo ha posto la fiducia sul decreto Omnibus, che contiene la moratoria sul nucleare. Norma che rappresenta un vero e proprio schiaffo alla democrazia del paese, poiché tesa a scavalcare la volontà dei cittadini che saranno chiamati alle urne il 12 e 13 giugno per pronunciarsi sul piano energetico che prevede la ripresa dello sfruttamento dell'atomo.
Catanzaro è coinvolta nella discussione non “solo” perché nella sua provincia è situato uno dei siti nucleari identificati nella lista governativa diffusa qualche mese fa, ma anche perché, come appena detto, il neo-eletto Traversa ha svolto il suo ruolo di parlamentare seguendo il diktat del suo partito (PDL), proprio all'alba del suo lustro da primo cittadino di una città che, lo scorso 1 aprile, è stata dichiarata territorio denuclearizzato, e quindi contraria alla produzione di energia nucleare.
Di lasciare una delle due poltrone, ovviamente, neanche a parlarne. Così come di esprimere un voto contrario alle attese del Premier, anche quando questo significa penalizzare la propria città, così come dimostrato dall'ex presidente della Provincia in occasione dell'approvazione del federalismo che costerà a Catanzaro qualcosa come 14 milioni di euro. Tuttavia, finora, Traversa votava da semplice catanzarese e non da borgomastro. Se il buongiorno si vede dal mattino...
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