Sette mesi, tanto è durato il regno di
Michele Traversa: oggi, posto davanti alla scelta di mantenere un
solo incarico tra quelli di sindaco e deputato, il primo cittadino ha
optato per la poltrona romana. “Per mantenere la dignità” ha
affermato. E, ovviamente, anche lo stipendio da parlamentare, nonché
il ricco vitalizio che scatterà al termine del mandato a
Montecitorio.
Lascia la città di cui si dichiarava
innamorato e alla quale aveva promesso mari e monti durante la
campagna elettorale. Abbandona Palazzo De Nobili dopo aver dilapidato
quanto aveva a disposizione e preparando un'eredità pesantissima per
il suo successore, il quale dovrà affrontare un dissesto finanziario
gravissimo e rifondare le municipalizzate.
In rete, ovviamente, gli umori dei
catanzaresi sono contrastanti. A sinistra si respira aria di
rivincita, da giocarsi tra qualche mese in una nuova tornata
elettorale. A destra, nella più classica delle tradizioni italiane
che vuole il nostro popolo restio ad ammettere i propri errori e
pronto a difendere la posizione presa fino alla morte, fino al
ridicolo, nessuno ammette le colpe dell'Onorevole Michele e si fa
ricadere ogni responsabilità sulla precedente amministrazione. Di
certo c'è che a farne le spese saranno, come sempre, i cittadini; e
proprio in un periodo che definire “di crisi” è eufemistico.
Si vocifera già sul nuovo candidato
del PDL. Qualcuno indica il naturale successore di Traversa, il suo
alter ego femminile, Wanda Ferro, come guida della coalizione di
centrodestra. Io, per il momento, mi godo qualche attimo di effimera
illusione, sperando che la città sfrutti quest'occasione per cambiar
rotta, non verso sinistra, ma verso una politica pulita che abbandoni
il clientelismo e sposi onestà, giustizia, meritocrazia, contenuti.
Sognare non costa nulla.
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