sabato 17 dicembre 2011

Traversa getta la spugna


Sette mesi, tanto è durato il regno di Michele Traversa: oggi, posto davanti alla scelta di mantenere un solo incarico tra quelli di sindaco e deputato, il primo cittadino ha optato per la poltrona romana. “Per mantenere la dignità” ha affermato. E, ovviamente, anche lo stipendio da parlamentare, nonché il ricco vitalizio che scatterà al termine del mandato a Montecitorio.

Lascia la città di cui si dichiarava innamorato e alla quale aveva promesso mari e monti durante la campagna elettorale. Abbandona Palazzo De Nobili dopo aver dilapidato quanto aveva a disposizione e preparando un'eredità pesantissima per il suo successore, il quale dovrà affrontare un dissesto finanziario gravissimo e rifondare le municipalizzate.

In rete, ovviamente, gli umori dei catanzaresi sono contrastanti. A sinistra si respira aria di rivincita, da giocarsi tra qualche mese in una nuova tornata elettorale. A destra, nella più classica delle tradizioni italiane che vuole il nostro popolo restio ad ammettere i propri errori e pronto a difendere la posizione presa fino alla morte, fino al ridicolo, nessuno ammette le colpe dell'Onorevole Michele e si fa ricadere ogni responsabilità sulla precedente amministrazione. Di certo c'è che a farne le spese saranno, come sempre, i cittadini; e proprio in un periodo che definire “di crisi” è eufemistico.

Si vocifera già sul nuovo candidato del PDL. Qualcuno indica il naturale successore di Traversa, il suo alter ego femminile, Wanda Ferro, come guida della coalizione di centrodestra. Io, per il momento, mi godo qualche attimo di effimera illusione, sperando che la città sfrutti quest'occasione per cambiar rotta, non verso sinistra, ma verso una politica pulita che abbandoni il clientelismo e sposi onestà, giustizia, meritocrazia, contenuti. Sognare non costa nulla.

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