Settimane di indiscrezioni, di riunioni
annunciate e poi smentite, di sondaggi, articoli di giornale, mezze
frasi, sono terminate con la decisione che tutti si aspettavano: il
candidato del centrodestra catanzarese alle prossime amministrative
sarà Sergio Abramo.
I possessori delle chiavi del PDL
cittadino, Tallini Mimmo e Aiello Piero, hanno quindi detto sì. Già
perché non c'era nessuna quadra da trovare, niente primarie o
convocazioni di direttorio: in città tutti sanno quali sono le voci
che contano nella destra locale.
Così, mentre l'UDC si è sganciata per
porsi al centro, assieme a FLI, in quel grosso calderone detto Terzo
Polo, ai lati estremi delle barricate avremo Salvatore Scalzo,
partito questa volta in anticipo rispetto a tutti gli altri, e “Mr.
Tutt'apposto”. Per i pochi che si stiano chiedendo il motivo di
questo appellativo, ricordo la splendida puntata di Presa Diretta dal
titolo “Pane e Politica” (purtroppo non più disponibile
nell'archivio rai, ma certamente rintracciabile su youtube), girata
in Calabria, che mostrò a tutti il modo di fare politica nella
nostra terra.
Ma chi è Sergio Abramo? Attuale
presidente della So.Ri.Cal, la società mista che gestisce le acque
calabresi, è stato sindaco di Catanzaro dal 1997 al 2006 aprendo il
suo secondo mandato vincendo nel 2001 le elezioni con una percentuale
del 71,4% che gli garantì non solo la poltrona a Palazzo De Nobili
ma anche la carica di “sindaco più eletto d'Italia”. Merito del
suo primo mandato? Delle sue qualità? O merito del fatto che sia uno
dei maggiori imprenditori di Catanzaro? Tra call center, grafiche e
attività varie, infatti, la famiglia Abramo conta circa 5000
dipendenti.
Dipendenti che diventano preziose fonti
di voti ovunque, figuriamoci in terra di Calabria dove la
disoccupazione supera il 10% (oltre il 30% quella giovanile).
Per capire quale sia la forza politica
di Abramo a Catanzaro basta pensare alle amministrative del 2006
quando, per sconfiggere Franco Cimino, uomo espressione di una
colazione creata proprio da Abramo, al ballottaggio, il
centrosinistra di Rosario Olivo ebbe bisogno del sostegno della
defunta AN dell'allora presidente della provincia Michele Traversa.
Insomma per Scalzo e gli altri le cose
si complicano non poco. Per tutti gli elettori, aspettando che la
campagna elettorale entri nel vivo, il pericolo che il cambiamento da
tutti professato come necessario tardi ancora una volta ad arrivare.
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